ZENZERO

ZENZERO

(Zingiber officinale Roscoe)

Carminativa, antiemetica, digestiva, ipocolesterolemizzante, tonica, antisettica, vitaminica, antireumatica, antiossidante, antivirale, antibatterica, antinfiammatoria, antiartritica e revulsiva.

STORIA
Secondo Fluckiger e Hanbury (1885) arriva in Europa dall’India fin dai tempi più remoti attraverso il Mar Rosso e Alessandria. Lo troviamo in Inghilterra prima della conquista Normanna (XI sec. d.C.), appare spesso nei testi druidici ed è la spezia più comune, dopo il pepe, nel XIII e XIV secolo. Santa Ildegarda (XII sec. d.C.) pensava preservasse dalla peste. I mercanti italiani del XIV secolo lo classificavano in tre gradi:
Belledi (termine arabo che significa selvatico), Colombino (con riferimento al porto di Columbum o di Quilon a Travancore) e Micchino (che significa “proveniente dalla Mecca”). Gli equipaggi delle navi di lungo corso ne prendevano per combattere lo scorbuto (dovuto a carenza di vitamina C). In Cina è ritenuto un rimedio così importante che circa il 50% di tutte le formulazioni lo contengono. Nella medicina erboristica cinese le radici fresche e quelle secche sono considerate due rimedi diversi: la radice fresca è più delicata ed è utilizzata per febbri, brividi, mal di testa e mialgie, mentre quella secca è utilizzata per il freddo “interno”, caratterizzato da mani fredde, polso debole e pallore. Le indicazioni più spesso incontrate nei sistemi tradizionali sono tossi flemmatiche bronchiali o bronchiti (con un utilizzo che si avvicina a quello dell’Allium sativum). Una condizione trattata con lo Zenzero sia dai romani, che da cinesi ed indiani è il raffreddore. Questa tradizione si riflette perfettamente nell’uso moderno: tosse, raffreddore, influenza, tosse canina. In questi casi si usa combinare questa pianta con Allium sativum, Citrus limon, miele ed acqua. Le moderne tecniche scientifiche hanno però confermato in modo più marcato, l’effetto antiemetico (dovuto anche all’inibizione dell’ormone vasopressina) e digestivo. Tra le numerose patologie per le quali lo zenzero è efficace, troviamo pirosi gastrica, infarto e ictus (riduce l’aggregazione piastrinica), asma, artrite e tumori; i meccanismi farmacologici alla base dell’effetto prevedono la diminuzione dell’attività dell’enzima lipossigenasi, ciclossigenasi e NF-kBla maggior parte di questi studi provengono dagli Stati Uniti e da Taiwan. I meccanismi farmacologici alla base delle suddette azioni sono l’inibizione della ciclossigenasi 2 e della 5-lipossigenasi. La droga da origine alla terminologia “ginger ale” per l’uso nella produzione di birre speziate. L’Inghilterra è famosa per il pan di zenzero: quasi tutte le città hanno una propria ricetta e si consumano per la ricorrenza del “Guy Fawkes Day“ (Notte dei falò) che celebra uno sventato attacco dinamitardo al parlamento.

DROGA
Rizoma intero.

COSTITUENTI ATTIVI
Olio essenziale (1-3%): soprattutto α-, β-zingiberene (20-30%) e bisabolene, con zingiberolo, zingiberenolo, ar-curcumene (0.1-33%), canfene, citrale, 1,8-cineolo (1-11%), borneolo, linalolo (1-5%), metileptenone, geraniale, β-sesquifellandrene (0-11%) ed altri; principi piccanti (4-7.5%): gingeroli, gingerdioli, gingerdioni e shogaoli (questi ultimi prodotti dai processi di disidratazione e degradazione nel processo di essiccamento ed estrazione del rizoma secco).

USO
Antinfluenzale, ipocolesterolemica, tonico/digestivo, antiemetico ( anche gravidica) e contro i disturbi dispeptici.

DOSE CONSIGLIATA
Antinfluenzale (uso alimentare), masticare una parte piccola del rizoma fresco; ipocolesterolemico in decotto, 3%, 10 minuti di infusione, una tazza 3 volte al giorno; infuso tonico/digestivo: 0,5-1g di droga grossolanamente tagliata, filtrare dopo 5 minuti di infusione, prima dei pasti principali.

PRECAUZIONI D’USO
Nessuna alle dosi consigliate, tranne soggetti idiosincrasici o allergici alle Zingiberacee; si consiglia cautela, vista l’azione tonica sulle secrezioni esocrine, in pazienti affetti da calcolosi biliare. Cautela anche in pazienti in cura con anticoagulanti per modificazioni dell’INR (International Normalized Ratio, che valuta la modificazione della fluidità sanguigna). Sul comportamento da seguire in gravidanza, consultare il medico.