BOLDO

BOLDO

(Peumus boldus Mol. o Boldoa fragrans)

Coleretica, colagoga, lassativa (lieve), simpaticolitica, stimolante la secrezione  gastrica e salivare; diuretica (lieve), eupnoica e riducente il blefarospasmo a livello palpebrale (“tic palpebrale”).

STORIA
Gli antichi Atzechi utilizzavano il colorante ricavato dai semi per decorarsi in caso di riti speciali, nascite o morti,oppure lo aggiungevano con l’annatto nella loro birra sacra. Nel 1714 Louis Feuillè (1660-1732) segnalò in Perù nel suo “Journal des observations sur les plantes péruviennes” una pianta chiamata boldo che venne più tardi studiata e portata in Europa da Ignazio Molina (1749-1829) il quale la nominò prima Boldus boldus e poi Peumus boldo nel suo “Saggio sulla storia naturale del Cile” stampato a Bologna nel 1872. L’uso del boldo nelle affezioni epatiche è iniziata dopo una scoperta casuale (“serendipity”); in Cile gli armenti affetti da disturbi epatici sopravvivevano se mangiavano boldo. E’ stato riscontrato che le capre cilene, mangiando le foglie di questo vegetale non incorrevano in patologie epatiche e questo ha contribuito alla scoperta delle virtù del Boldo.

DROGA
foglie.

COSTITUENTI ATTIVI
alcaloidi aporfinici (2-5%), di cui il più importante è la boldina (25% degli alcaloidi), alla quale si deve l’attività; olio essenziale (1-3%) e flavonoidi di cui isoramnetina, ramnetina e kaempferolo maggioritari.

USO DELLA TISANA
miglioramento dell’attività epatica o biliare, digestivo e anti-blefarospastico.

DOSE CONSIGLIATA
(commissione E) 1g ogni 150ml di acqua bollente per 5-10 minuti, 2-3v /die prima dei pasti.

DROGHE ASSOCIATIVE
effetto colagogo con Mentha piperita e Chelidonium majus. Nelle insuff. epatiche Cynara scolymus, Rosmarinus officinalis, Asperula odorata; sinergiche epatoprotettive:Taraxacum officinale, Chrisanthellum americanum, Agrimonia eupatoria, Arctium lappa, Curcuma longa ed Equisetum arvense solo per citarne alcune.

DROGHE ANTAGONISTE
non consumare contemporaneamente ad altre droghe antrachinoniche (Aloe, Cascara, Frangula, Senna) ad effetto lassativo per probabile sommazione d’effetto. Sconsigliato l’uso in gravidanza allattamento e in pediatria a scopo cautelativo ( la boldina risulta teratogena ed abortiva ad alte dosi).

PRECAUZIONI D’USO
nessuna alla posologia d’uso, tranne soggetti idiosincrasici. E’ controindicato in caso di calcolosi biliare e nelle gravi epatopatie.