Carvi

Carvi

(Carum carvi L.)

Olio essenziale (3-8%): D-carvone (50-65%) e limonene (35-54%); olio grasso (12-25%) con il 3% di acido petroselinico, 40% acido oleico e 31% acido linoleico; flavonoidi, esteri dell’acido caffeico, mannani e tracce di furanocumarine.

STORIA
gli Egizi usavano i piccoli semi di Carvi per tenere lontani gli spiriti cattivi dai loro morti. Nell’antica Roma e in Grecia venivano utilizzati sia come medicamento che nel cibo. Dioscoride, I sec. d.C., lo prescriveva alle giovani donne per massaggiare la pelle e mantenere un bel colorito. I soldati di Giulio Cesare consumavano un pane fatto con le radici di Carvi. E’ una delle spezie usata in modo continuativo nella storia dell’uomo. Nel Medioevo il suo uso si era sparso anche in tutta la penisola Arabica e nell’Europa settentrionale e a testimonianza del suo uso, sono stati trovati dei semi nei resti di rovine sprofondate in alcuni laghi svizzeri. Alcuni scritti del XVII secolo raccontano l’uso del carvi in pani, dolci e macedonie di  frutta. Tra gli svariati nomi col quale vengono identificati troviamo: comino, carvi, cumino dei prati e Kϋmmel. Il suo ampio uso in cucina è determinato dalle sue proprietà officinali e antiacide, sfruttate abbondantemente dalla cucina ungaro-tedesca. Il nome vernacolare “cumino dei prati “e il nome tedesco kϋmmel determinano spesso confusione tra carvi e cumino (Cuminum cyminum L.); le proprietà anticarminative ne hanno esteso l’uso culinario spesso con i farinacei (pane al Kummel). Nella carestia che afllisse Nancy nel 1817, tra le varie radici ed erbacce edibili figurava anche il Carvi, tra le più ricercate e nutrienti. Lo stato produttore più importante è l’Olanda, seguita da Canada e Stati uniti. Ma è coltivato in molti paesi dell’Europa continentale, che ne producono per il mercato interno. In Yugoslavia, fino a venti anni fa, se ne producevano forti quantità ed è per questo, che nel 1963, fu emesso un francobollo commemorativo. I semi di carvi erano messi vicino o dentro a un oggetto ritenuto prezioso perché si diceva che lo proteggesse dai furti. Per lo stesso motivo, veniva sparso anche nelle stie dei polli e piccioni. Da lì, con il tempo, l’uso si estese alle pozioni d’amore.

DROGA
frutti.

COSTITUENTI ATTIVI
olio essenziale (3-8%): D-carvone (50-65%) e limonene (35-54%); olio grasso (12-25%) con il 3% di acido petroselinico, 40% acido oleico e 31% acido linoleico; flavonoidi, esteri dell’acido caffeico, mannani e tracce di furanocumarine.

USO DELLA TISANA
lattazione, aerofagia, digestiva, atonia intestinale, antispasmodica g.i. e delle vie biliari.

DOSE CONSIGLIATA
2g di frutti macinati al momento in 150ml di acqua per 10-15 minuti; 1-4g/die bambini 4-10 anni; 1g/die prima dell’anno (Commissione E).

DROGHE ASSOCIATIVE
droghe digestive e carminative.

PRECAUZIONI D’USO
nessuna alla posologia d’uso, tranne soggetti idiosincrasici o allergici alle Apiaceae.