PARIETARIA

PARIETARIA

(Parietaria officinalis L.)

Diuretica, emolliente, antiinfiammatoria del distretto pelvico-renale/respiratorio e colagoga.

STORIA
La parietaria deve la sua diffusione alla propaganda dell’impero Romano; tuttavia, durante l’alto Medioevo furono gli Arabi a perpetuarne l’uso mentre nel vecchio continente cadde in disuso. Tornata in auge nel XVI sec. d.C., fu usata come cicatrizzante di fortuna in ambito medico; detta anche “Erba vetriola”, poiché ha la capacità di pulire perfettamente varie superfici, tra le quali i vetri (soprattutto gli acheni pelosi), il fondo delle bottiglie, ecc. Viene anche chiamata “muraiola” per il fatto che le sue radici si ancorano tenacemente ai muri riuscendo persino a sgretolarli (per lo stesso motivo è anche chiamata “spaccapietre”, da con confondere con Ceterach officinarum DC.).
Il medico Boerhaave (1668-1738) si incuriosì nel vedere come una cagna, se lasciata libera, correva a mangiare parietaria: tenuta legata invece, dopo un po’ di tempo, morì. Dopo l’autopsia, il medico trovò la vescica piena di calcoli. Concluse che l’uso prolungato della parietaria poteva giovare ai soggetti sofferenti di calcolosi. Nella parietaria la presenza di acido glicolico e glicerico sarebbero responsabili dell’azione epatorenale attribuita alla pianta grazie alla quale si evidenzia un miglioramento della funzionalità epatica e renale che si riflette in particolare sull’urogenesi, la diuresi e il potere di concentrazione del rene. Verrebbe così favorita l’eliminazione dei cloruri, dell’urea e in genere dei cataboliti. A ciò si aggiunge l’azione dei flavonoidi i quali, oltre all’azione antiinfiammatoria svolta a livello della pelvi e della vescica, sono epatoprotettori, antispasmodici, antibatterici e diuretici. Gli esperti ritengono che l’uso della parietaria fresca sia da preferire per gli effetti curativi.

DROGA
Sommità.

COSTITUENTI ATTIVI
Flavonoidi, tannini, mucillagini, sali minerali (exp. di K⁺), sostanze amare, derivati dell’acido caffeico, acidi glicolici e glicerici.

USO DELLA TISANA
Calcolosi renale e renella.

DOSE CONSIGLIATA
30g/litro, infusi per 10 minuti, fino a 4 somministrazioni giornaliere.

DROGHE ASSOCIATIVE
Nella calcolosi renale: Herniaria glabra, Orthosiphon stamineus ed Erigeron canadiensis. Come diuretici: Agropyron repens, Fraxinus excelsior, Hieracium pilosella, Smilax officinalis, Asparagus officinalis, Juniperus communis e Prunus avium.

PRECAUZIONI D’USO
Nessuna alla dose consigliata, tranne soggetti idiosincrasici. Compare tra la lista delle erbe allergogene, per via dei suoi pollini.