SENNA

SENNA

(Cassia angustifolia Vahl.)

Lassativo di contatto.

STORIA
La sua diffusione risale al X secolo a.C. ad opera della medicina araba; ad essa venivano attribuite numerose proprietà tanto che è scritto: “procuratevi della senna che sarà per voi rimedio d’ogni male, tranne che dalla morte”. Detta Senna indiana, per non confonderla con la Senna alessandrina, si impiegano le foglie e i baccelli (fa parte della Fam. delle Leguminosae). Originaria dell’Arabia e della Somalia, è coltivata in India; la “Senna-Cassia” è stata una delle spezie più commercializzate in Asia, Africa, Medioriente e antica Roma. Il tartrato di potassio ne aumenta l’attività lassativa; è incompatibile con alcali e loro carbonati, acqua di calce e sali acidi. Contiene glicosidi antrachinonici che si comportano da pro farmaci poiché metabolizzati ed attivati solo dopo scissione a livello intestinale ad opera della flora batterica; la liberazione degli agliconi dai sennosidi porta ad antroni che sono i composti attivi a livello fitoterapico, questi causano aumento della motilità del colon e delle secrezioni endoluminali (elettroliti,PG, NO, 5HT…). Spesso associata ad altre droghe di tipo antrachinonico e a droghe antispasmodiche intestinali.

DROGA
Foglie.

COSTITUENTI ATTIVI
2-5% di eterosidi idrossiantracenici (Sennosidi A e B maggioritari); flavonoidi, mucillagini, pinnitolo, polisaccaridi acidi, 10-12% minerali e derivati naftalenici.

USO DELLA TISANA
Lassativa in caso di costipazione.

DOSE CONSIGLIATA
2-3g di foglie in 150ml di acqua calda; alcune resine sono imputate di causare coliche (sennanigrine), perciò la tisana deve preferenzialmente essere filtrata, su carta, e l’infusione non deve avvenire con acqua bollente ma con acqua calda. Alcuni autori, per ovviare alle resine, consigliano il macerato a freddo, 8-12 ore.

DROGHE ASSOCIATIVE
Matricaria camomilla, Carum carvi, Elettaria cardamomum e Pimpinella anisum per la loro azione antispasmodica.

PRECAUZIONI D’USO
Come tutte le droghe antrachinoniche, non conviene assumerle tal quali, ma in associazione, per modularne l’effetto lassativo. Il consumo eccessivo (superiore a due settimane) di tali droghe può portare a melanosi del colon. Non utilizzare in gravidanza, allattamento o durante il ciclo mestruale. La droga è controindicata in patologie infiammatorio-ostruttive dell’intestino.