CURCUMA

CURCUMA

(Curcuma longa L.)

Antinfiammatoria*, potente antiossidante*, coleretica, colagoga, epatoprotettrice, antiulcerosa gastrica, antidepressiva, antigottosa, antiartritica, analgesica, ipolipidemica, ipoglicemizzante, anticinetosica e antitumorale.

STORIA
nome deriva dal sanscrito Kum-Kuma. In India è usata come costituente del curry (circa il 28%), da 4000 anni; nella medicina (ajurvedica), in cerimonie religiose è  responsabile della tinta arancione della tonaca dei monaci buddhisti. Un tempo sprezzantemente chiamata “zafferano dei poveri” per il suo brillante colore giallo, ora la curcuma è considerata l’oro dell’India. Nel secolo scorso gli scienziati notarono che gli indiani incorrevano in patologie croniche con una incidenza nettamente più bassa delle popolazioni di tutto il resto del mondo, dove Alzheimer, diabete di tipo 2, cancro e Parkinson, solo per citarne alcune, sono invece in costante aumento. Gli utilizzi della Curcuma in ambito alimentare sono funzionali ad una miriade di patologie e disagi; negli ultimi decenni sono stati chiariti i principali meccanismi fisio-biologici che determinano un aumento significativo dello stato di salute;  finora sono state descritte una cinquantina di azioni terapeutiche. La curcumina, principale referente fitochimico della Curcuma, ha effetto inibente sugli enzimi COX, LPO e diminuisce i livelli delle citochine pro-infiammatorie. Gli studi del gruppo di ricerca di Bharat B. Aggarwal, medico e fitoterapeuta indiano di fama internazionale (tutt’ora vivente), nella comparazione tra farmaci di sintesi e curcumina, dimostra che l’attività antinfiammatoria degli estratti della radice è superiore all’aspirina, all’ibuprofene e pari al celecoxib (…); si evidenzia inoltre un’efficacia pari al tamoxifene nel trattamento del carcinoma mammario; si contano ad oggi (2015) più di mille studi concordi sull’efficacia della pianta in patologie tumorali tra le più gravi conosciute.
 
La curcuma si aggiudica la supremazia tra le droghe vegetali come adiuvante le terapie ad origine neoplastica. I medici cinesi e indiani la utilizzano come: antiacido, vulnerario nei bendaggi, analgesico, fluidificante sanguigno, in pomate antieczematose e decongestionante dei seni nasali. La tradizione popolare la utilizza in disturbi quali gengiviti, flatulenza, indigestione, infezioni virali e stress. Non esiste a tutt’oggi una droga così polivalente. Oggi proviene dalle regioni indiane di Alleppey / Alappuzha (di qualità migliore per i livelli di curcumina), o da Madras/Chennai.

DROGA
rizoma.

COSTITUENTI ATTIVI
olio essenziale (2,5-6%): sesquiterpeni monociclici e derivati ossigenati (turmerone, ar-turmerone, curlone, α/γ-atlantoni, germacrone e derivati); amido (40-55%): arabino-galattani (ukonani); curcuminoidi fino all’8%(responsabili del colore): curcumina*  (diferuloil-metano 50-60%), dimetossicurcumina e bisdemetossicurcumina.

USO DELLA TISANA
antinfiammatoria, antiossidante, coleretica, colagoga e aromatizzante.

DOSE CONSIGLIATA
0,5-1g di droga in 150 ml per 15 minuti lontano dai pasti. P.m.g. 1,5-3g/die lontano dai pasti 2-3 volte al giorno. Si preferisce l’uso culinario in matrici oleose con cotture non troppo elevate in quanto gli estratti acquosi risultano poco efficaci data la scarsa solubilità dell’olio essenziale.

DROGHE ASSOCIATIVE
nel trattamento di disordini degli organi biliari Chrysanthellum americanum.

PRECAUZIONI D’USO
inserita dalla FDA nella lista GRAS; ad alte dosi la curcumina è ulcerogena. Nessun’ altra avvertenza alla posologia d’uso.