PASSIFLORA

PASSIFLORA

(Passiflora incarnata L.)

Sedativa non seguita da depressione (Paris), antispasmodica, ipnoinducente, antiacida, antieretismo cardiaco (ass. al biancospino) e debole antitussivo.

STORIA
Era coltivata dagli Aztechi e dagli Incas i quali mangiavano i frutti. Sono da smentire coloro che danno al termine “frutto della passione” sinonimo di ardore e passione sentimentale. Tutto ebbe origine da un missionario agostiniano: Emmanuel de Villegas (padre Giacomo Bosio) che introdusse in Europa questa pianta nel 1610 rientrato in patria dal Messico. Fu il fiore di questa pianta, che gli indigeni chiamavano granadilla e della quale mangiavano il frutto, ad affascinarlo al punto di associarlo alla Passione e alla Crocifissione di Gesù Cristo: la corona di filamenti colorati che circonda l’ovario fiorale erano simbolo della corona di spine; i 5 stami, le 5 ferite di Gesù; i 3 stigmi, i 3 chiodi; i 5 petali ed i 5 sepali gli apostoli rimasti fedeli a Gesù di Nazareth; l’androginoforo la colonna della flagellazione ed i viticci i flagelli mentre le 5 antere le 5 ferite. Al suo rientro in patria mostrò la pianta a Padre Giacomo Bosio che ne rimase altrettanto affascinato da scrivere nello stesso anno, il “Trattato sulla Crocifissione di Nostro Signore” in cui compare la prima descrizione del fiore che prese il nome di Passione incarnata. Incarnata: per la corona color porpora al centro e violetto o rosa alla periferia. Papa Paolo V la fece coltivare con molta cura a Roma, considerando la pianta una rivelazione divina. La medicina tradizionale le conferisce proprietà rilassanti e antispasmodiche. Si usa quindi nell’insonnia, nell’ansia, nei disturbi della menopausa ed in alcune nevralgie. Fu un americano, nel 1867, a mettere in evidenza le sue proprietà sedative. Si è rivelata utile anche in alcuni casi di tossicomania (alcolismo e morfinomania).

DROGA
Sommità.

COSTITUENTI ATTIVI
Flavonoidi* (0.8-2.5%) di cui benzoflavoni (BDZ like, ΔGABA): vitexina, isovitexina°, orientina, safonarina, iperoside, shaftoside, isoshaftoside, crisina^ (ansiolitico/antidepressivo moderato), kaempferolo, luteolina, quercetolo ed apigenina; glucosidi cianogenici (0.03%) di cui ginocardina; olio essenziale, alcaloidi indolici*(dette anche β-carboline, azione BDZ like e iMAO): armano(passiflorina), armolo ed armina^; maltolo#.

USO DELLA TISANA
Sedativo in persone con difficoltà d’addormentamento e nelle “fatiche intellettuali”, nervosismo, ansia, ipereccitabilità, turbe della menopausa e antispastica sulla muscolatura liscia (intestino). Eretismo pubero-adolescenziale.

DOSE CONSIGLIATA
30g di droga per litro d’acqua (2-4g di droga per 150ml) in infusione per 10 minuti, fino a due volte al giorno; se l’uso è con finalità sedativa, l’ultima somministrazione dev’essere prima di coricarsi.

DROGHE ASSOCIATIVE
Come droghe sedative Valeriana officinalis, Eschscholtzia californica, Melissa officinalis, Hypericum perforatum, Papaver rhoeas, Tilia tomentosa e Crataegus oxyacantha.

PRECAUZIONI D’USO
Nessuna alla posologia indicata. Dosi elevate possono provocare cefalea. Dosi eccessive di estratti totali di passiflora portano ad agitazione psicomotoria fino ad allucinazioni^. Essendo le armine ossitociche, in condizioni di sovradosaggio, ne è sconsigliato l’uso in gravidanza ed allattamento. Porre particolare attenzione alla co-somministrazione di farmaci ipnotico-sedativi/ antidepressivi, quali triciclici, SSRI e iMAO per effetto additivo. Non assumere gli estratti di Passiflora prima di interventi chirurgici per probabili interferenze con i barbiturici usati in anestesiologia (variazione del tempo di latenza di addormentamento).

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