ORTICA COMUNE

ORTICA COMUNE

(Urtica dioica L.)

Ricostituente, diuretica declorurante, antireumatica, colagoga, antidiabetica, antidiarroica, antiemorragica, antinfiammatoria e tonica-stimolante.

STORIA
Plinio il vecchio (I secolo d.C.), ammoniva coloro che ritenevano l’ortica la panacea di tutti i mali, definendoli superstiziosi. Dioscoride (I secolo d.C.) ne consigliava la decozione in vino come afrodisiaco; contrariamente alla sua reputazione l’ortica è una pianta amica dell’uomo. La Badessa di Bingen, Santa Ildegarda (1098–1179 d.C.) consigliava l’ortica come rimedio per la mancanza di memoria e di concentrazione: “chi è smemorato contro la sua volontà, pesti le ortiche fino a ridurle a succo, aggiunga olio d’oliva e quando va a letto unga con quest’olio il petto (massaggiare con 5 gocce lo sterno) e le tempie (3 gocce) spesso, e la smemoratezza verrà diminuita…”. L’asceta Malirepa, figura religiosa del Tibet, che visse nel XI secolo, per molti anni fece l’eremita, cibandosi prevalentemente di erbe spontanee, tra le quali l’ortica. Divenne, naturalmente, magrissimo; la peluria e la sua pelle divennero verdastre, ma visse moltissimi anni. Aveva sicuramente trovato l’erba che lui definiva “degli asceti” perché riteneva avesse tutte le sostanze indispensabili alla vita, lasciando la mente libera di dedicarsi alla preghiera. Come alimento si è consumato fino al XVI secolo d.C., poi è caduta in disuso e solo ora (XX secolo d.C.), alcuni ristoratori ripropongono piatti della tradizione come i germogli freschi (azione diuretica e depurativa). Fa parte del patrimonio erboristico della medicina mediterranea. Le foglie, per la ricchezza in minerali (Fe²⁺, Ca²⁺ e Si²⁺) e clorofilla sono reputate un ottimo rimineralizzante, ricostituente e antianemico; questo per analogia dello scheletro protoporfirinico tra clorofilla ed emoglobina, coordinato rispettivamente con Mg²⁺ e Fe²⁺. Ortica rappresenta una fonte di residui pirrolici ottima per stimolare l’emopoiesi. L’azione riequilibrante la flora batterica intestinale coinvolge molecole come la secretina, analogo dell’ormone umano, che stimola le secrezioni biliari, intestinali e pancreatiche. La marcata eliminazione di urati la configura come un valido rimedio, di uso tradizionale, contro forme reumatiche. Uno studio clinico equipara un trattamento con diclofenac 200mg/die con diclofenac 50mg/die+ortica 50g/die nella dieta; ciò è fisiologicamente importante nel diminuire i livelli di proteina C reattiva e quindi nel controllare gli attacchi acuti di artrite, azioni dimostrate dalla diminuzione dei livelli di PG (i5-LPO), COX2, NF-kb e TNF-α. L’attività diuretica si può sfruttare favorevolmente nei casi di ipertensione moderata, come adiuvante la terapia, sotto controllo medico. Sempre in ambito urologico, trova impiego negli stati infiammatori delle vie urinarie e nella prevenzione e trattamento della litiasi renale e della renella. L’essiccamento e la bollitura fanno perdere alla pianta il potere urticante. Dalle piante dell’ortica l’industria estrae clorofilla (E140) che stabilizzata è il colorante dei dentifrici, creme, caramelle, gomme, medicine, sciroppi e liquori dal colore verde.

DROGA
Foglie.

COSTITUENTI ATTIVI
Composti minerali (20%): sali di calcio e di potassio; silice (0,9-1,8%), clorofilla; derivati dell’acido caffeico; flavonoidi, vitamine (A, B2, C, acido folico e K); secretina. I peli urticanti contengono: acetilcolina, istamina, 5-HT, colina, acido formico (che provoca irritazione cutanea), acido acetico e leucotrieni.

USO DELLA TISANA
Stati infiammatori delle vie urinarie, prevenzione e trattamento della litiasi renale, gotta, coadiuvante nei trattamenti dei dolori articolari; ricostituente, rimineralizzante e nelle dermatiti seborroiche.

USO ESTERNO
tricofila (succo fresco o TM).

DOSE CONSIGLIATA
Infuso: 4g di droga ogni 150 ml di acqua bollente, filtrare dopo 10 minuti di infusione. Dose antianemica/antiastenica infuso di foglie: 50g/l, tre tazze al giorno all’intervallo tra i pasti. Come antireumatico: 4 cucchiai da minestra di succo/pro die in un bicchiere d’acqua.

DROGHE ASSOCIATIVE
Come tricofili: Capsicum annuum, China succirubra, Panax ginseng, Salvia officinalis, Rosmarinus officinalis, Thymus vulgaris ed Arnica montana.

PRECAUZIONI D’USO
Nessuna alla posologia indicata. Evitare l’uso in pazienti con edemi causati da insufficienza cardiaca o renale. In pazienti in trattamento con dicumarolici (prolunganti il tempo di protrombina, TP), fibrinolitici, eparine e/o anticoagulanti orali si sconsiglia l’utilizzo di Ortica in quanto contenente Vit. K, diminuente TP (coagulante).

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